video con sottotitoli a cura di Elena Cesari*


«scania / iveco / prime parole / italiane / dopo / ti stupro»

(da Poesie con Katana, Miraggi Editore, 2019)


Biobibliografia

Alessandra Carnaroli (1979) è una maestra di scuola dell’infanzia. Ha Pubblicato: una silloge in 1° non singolo (sette poeti italiani) con una nota di A. Nove (Oèdipus, 2006), Taglio intimo (Fara editore, 2001), Femminimondo, con una nota di T.Ottonieri (Polimata, 2011), Elsamatta, collana «Syn. Scritture di ricerca» diretta da M. Giovenale (ikonaLíber, 2015, finalista al Premio Pagliarani 2016), Primine, con una nota di A. Cortellessa (edizioni del verri, 2017, finalista al Premio Marazza 2018, finalista Premio Pagliarani 2017) ed Ex-voto, collana croma K diretta da I. Schiavone (Oèdipus, 2017, primo classificato Premio Bologna in Lettere – Dislivelli, 2018, finalista al Premio Montano 2018 e al Premio Città di Trento-Oltre le mura 2018), Sespersa, con una nota di H. Janeczek (Vydia editore, 2018) finalista al Premio Trivio 2018, In caso di smarrimento / riportare a, con prefazione di Silvia De March, (Il Canneto editore, 2019), finalista del premio Fortini 2019. Poesie con Katana (Miraggi Edizioni 2019) è la sua pubblicazione più recente. È stata finalista del Premio A. Delfini nel 2005 con la raccolta Scartata e nel 2013 con Annamatta e del premio Miosotis 2011 (d’If edizioni) con Prec’arie. Prose e racconti sono inclusi in diverse antologie, riviste e pubblicazioni online. Una sezione monografica sul suo lavoro è stata pubblicata sul n. 65 de il verri (ottobre 2017).


Intervista

1. La parola è parte di un linguaggio conoscitivo e creativo, definisce e scardina. Qual è una parola che ritieni abbia rappresentato la tua esperienza poetica?

bassa

la mia poesia è bassa nel senso di terra terra quasi parola che scava, che passa rasente i muri, tosa.

poesia tappa che proprio chiude collo anche di bottiglia o vena d’acqua, biscia. viene messa lì tipo trombo nel flusso di parole che escono dalla bocca ogni giorno parole quotidiane che dici a tuo figlio al marito ai gatti allo specchio davanti ai fianchi larghi le tette cadenti poesie senza un accento un guizzo. poesie che dici altezza mezza bellezza e invece no neanche il vino buono. solo suono che viene dal basso appunto sottofondo mezzo storpio continuo inciampo.

poesie che non elevano niente lo spirito neanche toccano il fondo. niente vette o cime proprio piatte, che ricalcano l’osso o l’abisso, passano inosservate quasi sprofondano. sono abituali nelle ferite come batteri o germi, sono prezzi bassi nei negozietti cinesi negli ipermermercati con gli scatoloni alla cassa.

infatti spesso scrivo anche senza maiuscole nomi città dopo i vari punti tutto resta della stessa misura senza salti o picchi il monotono scorrere di gente a pezzi, gambette e braccia corte che non c’arrivano, non riescono. al massimo rimestano in quello che possono nei tagli di carne che presentano come marchio dalla nascita. bassa come difetto di crescita restano nel solco che le ha fatte tra un po’ di sangue e altri resti. si asciuga con un rotolone regina passato col piede, si sviene.

 

2. Madri e padri del proprio percorso poetico: qual è il tuo rapporto con la tradizione letteraria e come essa ha influenzato la tua scrittura poetica?

se c’è un padre in quello che scrivo è un padre libro è Superwoobinda di Aldo Nove
leggevi e saltavano le connessioni tra dentro e fuori era tutto fuori tutta carne e cose
cose dappertutto uomini cose
in attesa su scaffali uomini base
semplici reazioni causa effetto attacco e fuga
formule chimiche legami
soprattutto acidi

altro libro i Furiosi di Nanni Balestrini
la violenza per come si presenta
per violenza
la bestia che ci abita e in qualcuno solo affiora
è un pelo
in altri sborda
come carne dalla cintura
e la cintura in faccia
quello che potremmo fare con una cintura in mano
infilarla nei passanti
nel passante
per strada

quindi niente se proprio ho preso, come di occhi o colore dei capelli, come di passaggio di geni da padre madre ho preso da dove scrivere diventa girare sempre carichi sempre a mille a palla sparare
o almeno così mi piace pensare.


Questo video è parte del progetto “Una come lei”.


*Elena Cesari

Nata a Castel San Pietro nel 1982, Elena Cesari è educatrice di professione. Da anni appassionata di pratiche e saperi agroecologici, è stata anche operatrice dell’accoglienza, insegnante di italiano L2 a persone di ogni età e provenienza geografica. Ha pubblicato Una viola, una pigna, un’ombra (Fondazione Mario Luzi Editore, 2014) e L’essenziale delle cose perse (Edizioni LietoColle, 2015). Attualmente studia la Lingua dei Segni Italiana ed è iscritta al Corso di Alta Formazione in “Linguaggi per l’accessibilità e l’inclusione” dell’Università di Bologna.